L’Associazione culturale italo-ceca LUCERNA, l’Associazione TerzoTropico-APS e QR Photogallery, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia, in collaborazione con il Goethe-Zentrum di Bologna e l’Azienda USL di Bologna, e il contributo del Centro Ceco di Roma e Milano, nell’ambito di ART CITY, Art CITY White Night e Arte Fiera, presentano
ORIZZONTI DI PRAGA - Omaggio a Josef Sudek
31 gennaio - 23 febbraio
lunedì – venerdì 9–19 / sabato 9–14 domenica e festivi chiuso
lunedì – venerdì 9–19 / sabato 9–14 domenica e festivi chiuso
QR PHOTOGALLERY - via Sant'Isaia, 90 - Bologna
Apertura straordinaria per ART CITY
Sabato 7 febbraio dalle ore 9 alle ore 23 / domenica 8 febbraio dalle ore 9 alle ore 13
Ingresso gratuito
Apertura straordinaria per ART CITY
Sabato 7 febbraio dalle ore 9 alle ore 23 / domenica 8 febbraio dalle ore 9 alle ore 13
Ingresso gratuito
OPENING: 31 gennaio 2026 ore 11
Questo progetto del fotografo bolognese Ivano Adversi rende uno straordinario omaggio ad uno dei maestri assoluti della fotografia mondiale, il praghese Josef Sudek (Kolin 1896 – Praga 1976) e al suo celeberrimo ciclo poetico Praga panoramica, dato alle stampe negli anni Cinquanta del secolo scorso. Per i suoi scatti, Sudek utilizzò all’epoca una fotocamera Kodak trasformata appositamente per ottenere vedute panoramiche della città con deformazioni interessanti, ispirate anche al cubismo ceco. Le stampe originali di questo ciclo sono oggi custodite al Museo delle Arti Applicate di Praga, mentre i negativi sono purtroppo andati perduti.
Nel lavoro fotografico Adversi apre ad un sorprendente e stimolante dialogo con l’opera di Josef Sudek, ripercorrendo per immagini l’abitualmente affollato Ponte Carlo dove il fotografo praghese aveva catturato il fiume come un nastro di seta, entrando nel quartiere del castello imperiale di Hradčany in cui ai silenzi delle foto di Sudek ora si sovrappongono le parole in molteplici lingue dei numerosi visitatori, passando nei vicoli di Malá Strana dove ormai i vecchi muri screpolati sono spesso restaurati ma la luce del tramonto vi disegna ancora ombre simili a quelle degli anni ’50, cosi come tra le statue dei Giardini di Wallenstein.
Il fotografo bolognese non ha usato le stesse tecniche fotografiche di Sudek, proprio per evidenziare il trascorrere del tempo, anche dal punto di vista delle attuali tecniche di ripresa .Spesso, tuttavia, sul ponte Carlo e a Malá Strana ha scattato all’alba per ritrovare la stessa aria sospesa e deserta.
Adversi commenta così il proprio lavoro: “…Sudek mi ha insegnato a guardare oltre il paesaggio, a cercare l’anima nascosta delle pietre”.
Non si tratta di una rilettura superficiale o dell’ormai abusato come eravamo: ogni foto rivela quanto Praga sia cambiata, eppure quanto resti fedele a sé stessa.
Nel lavoro fotografico Adversi apre ad un sorprendente e stimolante dialogo con l’opera di Josef Sudek, ripercorrendo per immagini l’abitualmente affollato Ponte Carlo dove il fotografo praghese aveva catturato il fiume come un nastro di seta, entrando nel quartiere del castello imperiale di Hradčany in cui ai silenzi delle foto di Sudek ora si sovrappongono le parole in molteplici lingue dei numerosi visitatori, passando nei vicoli di Malá Strana dove ormai i vecchi muri screpolati sono spesso restaurati ma la luce del tramonto vi disegna ancora ombre simili a quelle degli anni ’50, cosi come tra le statue dei Giardini di Wallenstein.
Il fotografo bolognese non ha usato le stesse tecniche fotografiche di Sudek, proprio per evidenziare il trascorrere del tempo, anche dal punto di vista delle attuali tecniche di ripresa .Spesso, tuttavia, sul ponte Carlo e a Malá Strana ha scattato all’alba per ritrovare la stessa aria sospesa e deserta.
Adversi commenta così il proprio lavoro: “…Sudek mi ha insegnato a guardare oltre il paesaggio, a cercare l’anima nascosta delle pietre”.
Non si tratta di una rilettura superficiale o dell’ormai abusato come eravamo: ogni foto rivela quanto Praga sia cambiata, eppure quanto resti fedele a sé stessa.